Anche un periodo di vacanza, per sfuggire alla calura estiva, per Marcos Gutiérrez diventa momento di apprendimento e di ricerca interiore.
Il caldo dell’estate sta allentando la sua morsa sull’Italia e anche i giorni di meritato svago si stanno esaurendo per Marcos Gutiérrez.
Giorni che hanno portato l’artista a visitare diverse città, in cerca di relax e di equilibrio, ma che sono anche fonti di ispirazione per trovare nuovi stimoli artistici.
Marcos Antonio Gutiérrez non è nuovo a stupire il pubblico con opere che sono il risultato di sperimentazioni e di una visione del mondo che l’artista matura giorno dopo giorno.
Gutiérrez è partito con un un’arte figurativa che strizza l’occhio all’espressionismo, per poi passare all’astratto. L’assenza di ombre, la capacità di cogliere gli sguardi dei soggetti ritratti, così come l’armonia cromatica di ogni suo lavoro, sono peculiarità della sua arte.
Un’espressione che parte dal vissuto per espletarsi sulle tele in diverse forme e differenti stili, ma con il comune denominatore della raffinatezza.
Nelle opere di Gutiérrez si notano le ore di studio e di ricerca, le sensazioni scaturite dal vivere rielaborate dall’anima e trasformate in un linguaggio espressivo che sa collegarsi a un pubblico di affezionati e di collezionisti sempre più nutrito.
Un momento di svago serve anche a un artista produttivo come Gutiérrez, perché fermarsi genera momenti per riflettere e meditare. Riconduce a se stessi e lascia il tempo di elaborare nuovi percorsi e nuove strategie.
L’autunno si affaccia all’orizzonte. E Marcos Antonio Gutiérrez è pronto a stupire ancora.
Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan
La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma.
Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene.
Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica.
Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa.
Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka.
Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna.
La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR.
Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore.
Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi.
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