IL SILENZIO DEI COLORI IN UN MONDO CHE URLA. LA MIA MOSTRA CHE NASCE DAL CAOS

di Marcos Antonio Gutiérrez

IL MONDO BRUCIA, IO DIPINGO

Ogni mattina, apro gli occhi e, prima di alzarmi, il telefono è già lì.

Gaza, Ucraina, Iran. Raid aerei, città in macerie, bambini estratti dalle rovine. Le notifiche arrivano una dopo l’altra.

Quando sono in atelier, fatico a distaccarmi dal mondo con tutto questo caos. Qualcuno potrebbe trovarlo cinico, altri potrebbero trovarlo evasivo, ma io ritengo sia necessario, come respirare.

Perché, per un artista, distaccarsi dal caos del mondo è fondamentale per osservarlo con equilibrio.

Io sono nato in Honduras, ho vissuto la precarietà, ho attraversato confini, ho portato la mia storia su tele che oggi si trovano da Madrid a Dubai, da Venezia a Parigi.

So che cosa significhi sentirsi piccoli di fronte a qualcosa di più grande, ma so anche che l’artista che smette di creare di fronte al dolore non aggiunge silenzio alla pace, ma aggiunge soltanto più buio all’oscurità.

LA POP ART ASTRATTA COME ATTO DI RESISTENZA

La mia ricerca artistica, che mi ha condotto a quella mia iconica espressione che ho chiamato Pop Art Astratta, i miei anni di sperimentazione, che mi sono valsi il titolo di Maestro Internazionale e il riconoscimento di critici come Vittorio Sgarbi e Giorgio Gregorio Grasso… tutto il mio percorso non è nato per decorare salotti, ma per dare una risposta alle tante domande che affollano la mia mente.

Una in particolare, è sempre la stessa, anche se cambia la forma, il colore, la composizione: “Esiste una lingua comprensibile in tutto il mondo? Una lingua capace di mettere d’accordo tutti, cancellando le guerre?”

Per me quella lingua è il colore, è l’armonia visiva, è la bellezza che fa provare per comprendere.

Quando esposi al Campidoglio, nel 2020, quando le mie opere raggiunsero il Marc Chagall Museum di Nizza, capii che la pittura non conosce nemici. Un russo e un ucraino possono fermarsi davanti alla stessa tela e sentire, nello stesso istante, la stessa cosa, possono provare le stesse emozioni.

Questo non risolve la guerra, ma lavorare sulle emozioni, sulla storia, sulle ragioni di tutti sarebbe un modo per comprendere. Per provarci, almeno.

MESI DI SILENZIO. MESI DI PREPARAZIONE PER LA PROSSIMA MOSTRA DI ANTONIO GUTIÉRREZ

Da diversi mesi non espongo. Chi mi segue da tempo lo sa e, forse, si è chiesto perché.

In verità, sto lavorando come non ho mai lavorato prima, non perché abbia smesso di avere voglia di stare in mezzo alle persone, di sentire i commenti davanti alle mie tele, di condividere quello che creo, ma perché quello che sta nascendo nel mio atelier richiede tempo, concentrazione e una sorta di rispetto quasi rituale per ciò che voglio dire.

Soprattutto, visto che il mondo grida così forte, le parole non bastano, e nemmeno le immagini fatte in fretta, perciò, ho bisogno di un grande lavoro su di me.

Questo silenzio, dunque, è una ricerca di me stesso nel frastuono del mondo infatti ho passato questi mesi a osservare, a raccogliere, a sentire.

Ho lasciato che il peso del mondo si depositasse su di me come polvere su una superficie, e poi ho scelto, con ogni pennellata, come rispondere. Con quale colore, con quale gesto, con quanta intensità.

La mostra personale che sto preparando è la risposta a tutto questo, la cosa più ambiziosa, più vera e più forte che io abbia mai fatto.

Non posso ancora svelare tutto. E non lo faccio per creare suspense, ma perché alcune cose meritano di essere messe a fuoco.

Quello che posso dire è che la mostra personale su cui sto lavorando da mesi nasce direttamente da tutto ciò che ho vissuto in questo periodo, dal peso del mondo, dal silenzio necessario, dalle domande che mi pongo ogni giorno.

Sarà la mostra più personale che abbia mai realizzato e, allo stesso tempo, la più aperta, pensata per chi l’arte non l’ha mai cercata, per chi si sente lontano dai musei, per chi crede che la bellezza sia un lusso che non si può permettere.

La bellezza non è un lusso. È un diritto. E io sto lavorando, ogni giorno, per ricordarlo a chiunque vorrà venire a vederlo.

Un’ultima cosa: se stai leggendo questo articolo, forse sei già qualcuno che crede in qualcosa. Nel potere dell’arte, o almeno nella possibilità che esista qualcosa oltre il caos.

Io ti chiedo solo di non smettere di crederci.

Fotografia che ritrae l'artista romano, Marcos Gutiérez in Sicilia
M. Gutiérrez in Sicilia

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

«La geopolitica non è solo studio del potere. È l'arte di leggere il mondo prima che il mondo ti sorprenda.» Sono un analista geopolitico e comunicatore strategico con un Master in Politiche Internazionali ed Economia. Scrivo saggi, formo leader e costruisco ponti culturali tra Italia e Giappone attraverso il Metodo Kinsaisei, un approccio che unisce rigore, visione e intelligenza relazionale. Lavoro con istituzioni, media e think tank che hanno bisogno di orientarsi in scenari globali in rapida evoluzione. GEOPOLITICA Analisi degli scenari internazionali, report strategici e contributi per media e istituzioni. ARTE & GIAPPONE Critica d’arte, eventi culturali e rappresentanza in Italia della cultura giapponese contemporanea. COACHING & COMUNICAZIONE Il Metodo Kinsaisei per sviluppare leadership, comunicazione e intelligenza relazionale. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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