DIPINGO LE EMOZIONI CHE MI TRASMETTONO GLI ESSERI VIVENTI

Il pittore Marcos Gutiérrez ci ha stupiti da sempre, soprattutto con la sua più grande invenzione, la Pop Art Astratta, ma riesce a stupirci, ancora una volta con un’opera particolare e ricca di elementi filosofici.

Nel dipinto enigmatico di Marcos Gutiérrez, l’osservatore è trasportato in un mondo di simbolismo e suggestione, dove la forma si fonde con il mistero.

L’opera rappresenta un maestoso unicorno che riempie quasi tutto lo spazio.

Un’icona di purezza e nobiltà incorniciata dallo sfondo ardente del rosso, che evoca passioni, energia e, forse, una sorta di transizione tra il terreno e l’ultraterreno.

Perciò la figurazione trascende la materia e si fa spirito.

L’unicorno, in quanto simbolo di magia e meraviglia, trasmette un senso di misticismo e di dimensione sovrannaturale.

La sua presenza nella composizione sottolinea la fusione tra realtà e fantasia, invitando l’osservatore a esplorare il confine tra ciò che è conosciuto e ciò che è oltre la nostra comprensione razionale.

Questo essere mitico, con le zampe posteriori immerse nell’elemento liquido, suggerisce una connessione con il regno dell’acqua, un elemento associato alla vita, alla purificazione e al mistero; anche la sua postura, con il corpo proteso verso l’alto come se stesse per librarsi nell’aria, evoca un senso di elevazione e trascendenza, come volesse raggiungere nuovi orizzonti.

La cornice bianca intorno all’unicorno può essere interpretata come una sorta di confine tra il mondo reale e il mondo dell’immaginazione, come se l’opera fungesse da portale verso un regno alternativo, in cui le leggi della fisica e della realtà sono sospese, e dove la mente può vagare liberamente tra le sfere del possibile e dell’impossibile.

Tuttavia, i bordi ancora tinti di rosso suggeriscono che questa transizione non è del tutto definitiva, che ci sono ancora tracce della realtà terrena che permeano questa dimensione fantastica.

Elementi che sono rimarcati anche dalla sensazione di movimento che Gutiérrez infonde all’animale.

Ma al di là di queste interpretazioni simboliche, l’opera di Gutiérrez invita anche a una riflessione più profonda sul significato dell’esistenza umana e sulla nostra relazione con il mondo che ci circonda.

L’unicorno, con la sua bellezza e la sua grazia, ci ricorda la meraviglia e il mistero che si nascondono nella nostra realtà quotidiana, spingendoci a esplorare le profondità dell’anima umana e a cercare una relazione più profonda con il nostro ambiente.

Inoltre, il messaggio di attenzione e di rispetto per le altre forme di vita e per l’ambiente, che Gutiérrez trasmette attraverso il suo lavoro, trova qui una rappresentazione tangibile, in quell’unicorno, come creatura mitica e simbolo di purezza, che ci ricorda l’importanza di preservare e proteggere la bellezza e la diversità del mondo naturale, incoraggiandoci a riflettere sul nostro ruolo di custodi della terra e delle sue creature.

L’opera di Marcos Gutiérrez ci invita a esplorare i confini della nostra immaginazione e a riflettere sul significato più profondo della vita e dell’esistenza umana.

Attraverso la sua combinazione di simbolismo, estetica e messaggio filosofico, l’artista ci guida in un viaggio verso la bellezza e il mistero del mondo che ci circonda, offrendoci una prospettiva nuova e affascinante sulla nostra esperienza umana.

Non male per il maestro che ha inventato la Pop Art astratta. La dimostrazione di come Marcos Gutiérrez sappia cogliere ogni sfumatura del vivere e raccontarla attraverso diversi linguaggi, senza costrizioni, nella piena libertà del colore.

La libertà di lasciarsi trasportare dalle percezioni generate dalle emozioni veicolate dagli esseri viventi, che Marcos Gutiérrez sa intercettare, decodificare e trasformare in linguaggi cromatici.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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