L’originalità di Marcos Gutiérrez

Marcos e l’originalità.

Marcos Antonio Gutiérrez è un artista in continuo fermento. Non c’è un momento in cui resti fermo.

Anche la fase meditativa di Gutiérrez lo vede impegnato a produrre qualcosa. Nuovi colori, nuove idee, tratti e temi differenti.

Alla perenne ricerca di un’originalità che è come il magma di un vulcano, impetuosa, dirompente, ma anche difficile da catturare.

L’artista romano non manca di stuzzicare i palati del pubblico con opere che spesso sconvolgono, poiché sembrano discostarsi dal percorso fatto finora. Eppure, in Marcos Antonio Gutiérrez, l’originalità sta proprio nel momento. Nell’attimo in cui il pubblico è sconvolto. Quando chi osserva una sua nuova opera è sradicato dal suolo e arriva il momento “wow”.

L’originalità di Marcos Gutiérrez consiste nel non sapere mai cosa aspettarti da lui.

Ora impegnato a rappresentare il mondo femminile in tutte le sue declinazioni, altre volte dirompente, con colori dal forte impatto. Altre volte ancora, in grado di stupire con una serie di astratti.

L’originalità di Gutiérrez sta proprio nell’effetto “wow” di cui è capace a ogni sua mostra.

Quando si va a una presentazione in cui espone l’artista di origine onduregne, non si sa mai cosa aspettarsi.

Anche sui social, Marcos Gutiérrez sa essere esaustivo nel presentare le sue opere e i prossimi eventi, ma, al tempo stesso, evasivo. Prima di mostrare un’opera completa, sa creare la giusta tensione che accresce la curiosità.

“Un’originalità che ha una sua originalità”, soprattutto in un momento in cui sembra che si sia inventato tutto e che per essere originali si debba cadere nell’eccesso. Gutiérrez, invece, usa la sua personalità frizzante, per creare suspense e pathos intorno alla sua figura di artista e alla sua arte.

Semplice, ma efficace, come solo i grandi artisti sanno essere.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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